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mercoledì 21 maggio 2014

23-24 maggio 2014, possibile nuovo sciame meteorico con frequenza fino a 1000 meteore per ora !

Fonti : Focus.it , IMTN

Nel prossimo fine settimana potrebbe esserci una vera e propria tempesta di meteore, forse la più spettacolare del 2014.

Tra il 23 e il 24 maggio la Terra passerà attraverso la nube di polveri e detriti lasciata dalla cometa 209P/Linear nel suo passaggio vicino al Sole: questi frammenti celesti, viaggiando come proiettili nella nostra atmosfera, daranno origine all'incanto dello sciame meteorico.



Immagine composita di uno sciame meteorico delle Eta Aquaridi immortalato nel 2013. Photo credit: Colin Legg
Immagine composita di uno sciame meteorico delle Eta Aquaridi immortalato nel 2013. Photo credit: Colin Legg

La 209P/LINEAR è una cometa relativamente piccola (600 m di diametro) scoperta nel 2004, che completa un'orbita intorno al Sole ogni 5 anni.

La scia di detriti che incroceremo tra il 23 e il 24 maggio è stata lasciata da questo oggetto celeste nel 1800, secondo la Nasa.

Il 29 maggio 2014 la cometa transiterà a circa 8,3 milioni di km dalla Terra, ma sarà visibile solo con ottimi telescopi, perché non particolarmente luminosa.

Purtroppo Il picco di attività è previsto per le ore 8:00 ore italiane di sabato 24 mattina per cui la luce del giorno impedirà di ammirare le 100-400 meteore previste dagli esperti per quel momento. Lo spettacolo migliore si godrà in Canada e Stati Uniti, dove il picco arriverà nelle ore di massima oscurità notturna.

Ma gli appassionati del fenomeno potranno sempre mettersi con il naso all'insù prima dell'alba di sabato e la notte di venerdì e guardare - possibilmente da un luogo privo di inquinamento luminoso - in direzione del radiante, il punto da cui le stelle cadenti sembreranno provenire. In questo caso, verso la costellazione della Giraffa, non lontano dalla stella polare.

Secondo l'esperto Esko Lyytinen, la frequenza dei passaggi delle meteore potrebbe arrivare fino a 1000 meteore per ora.

Per la Terra si tratta di uno sciame meteorico nuovo - non ci siamo mai transitati prima d'ora - che potrebbe riservare sorprese positive (o negative) per intensità e tempistiche.



lunedì 12 agosto 2013

12 agosto 2013, Picco delle Perseidi atteso tra il 12 e il 13 agosto

Fonte : AgoraMagazine 
http://www.agoramagazine.it/agora/Tutti-col-naso-in-su-nella-notte

Le Perseidi sono lo sciame di meteore più conosciuto, perché visibili nella stagione estiva e normalmente conosciute come stelle cadenti. Quest’anno il massimo dell’attività delle “ Lacrime di San Lorenzo”, in ricordo del santo martirizzato il 10 agosto del 258, è previsto nelle notti tra il 12 e il 13 agosto. Sebbene il nome comune faccia riferimento a delle stelle, quello che avviene in realtà è che uno sciame meteorico, ovvero un insieme di piccoli frammenti di roccia, chiamati meteoriti, entra nell’atmosfera terrestre. Questi frammenti si infiammano nel passaggio ad alta velocità all’interno dell’atmosfera, bruciando prima di poter raggiungere il suolo e regalandoci lo spettacolo luminoso che conosciamo.
Il fenomeno avviene quando la Terra, lungo la sua orbita, incrocia una scia di detriti lasciati da una cometa. Poiché le comete presenti nel sistema solare hanno anch’esse un orbita attorno al Sole, anche se molto più larga di quella terrestre, molti di questi sciami meteoritici sono periodici, cioè avvengono in determinati periodi dell’anno, quando la Terra si trova in una certa posizione lungo l’orbita.

I nomi che vengono assegnati a questi sciami richiamano il nome della costellazione da cui sembrano provenire, anche se in realtà nulla hanno a che fare con le stelle lontane. Uno degli sciami più famosi è quello appunto delle Perseidi note come “lacrime di San Lorenzo”, poiché raggiungono il momento di massima visibilità il 10 Agosto. Tutti questi sciami hanno una particolare origine, una cometa ben precisa a cui fare riferimento e di cui si può studiare l’orbita . Il fenomeno delle Perseidi è generato dall’attraversamento da parte della Terra, dell’orbita della cometa 109P/Swift-Tuttle . nota anche come 1862 III. Ogni anno quando la Terra passa vicino all’orbita della cometa Swift-Tuttle, piccoli frammenti della dimensione del granello di sabbia, entrano nella atmosfera terrestre e si incendiano lasciando nel cielo la scia luminosa che osserviamo.


L’osservabilità del fenomeno dipende dalla luminosità della Luna, che illuminando il cielo di notte rende scarsa la visibilità del fenomeno, ma quest’anno siamo fortunati perché è eccellente per osservare le stelle cadenti. Da 2000 anni è osservato lo sciame delle Perseidi e questa polvere stellare, che osserviamo ogni estate, risale a 1000 anni fa. Queste scie luminose, che chiamiamo stelle cadenti e che iniziamo a osservare nella notte di San Lorenzo, le Perseidi sono chiamate così perché sembrano irradiate dalla costellazione di Perseo.

Sono uno dei tanti sciami meteorici , che la Terra attraversa ogni anno, ad agosto, incontrandoli mentre percorre la propria orbita intorno al Sole. La nube che la Terra sta attraversando in queste notti è composta di un insieme di frammenti di roccia, che la cometa Swift-Tuttle si lascia dietro nel percorrere la propria orbita, un lungo percorso che l’ha portata dalle nostre parti nel 1992 e , che la vedrà nuovamente di passaggio nel 2126. Questi frammenti di roccia grandi quanto un granello di sabbia, precipitano nella nostra atmosfera come proiettili a una velocità di 60 chilometri al secondo. Questo fenomeno fu compreso dal nostro Giovanni Virginio Schiapparelli nel 1864.

Il fenomeno delle stelle cadenti è registrato dai cinesi già nel 35 d. C e in Europa dall’811, ma solo nel 1835 l’astronomo belga Quetelet comprese che si trattava di uno sciame definito e regolare. Le Perseidi sono meteore veloci che viaggiano a circa 60 km, il secondo, in quanto la cometa progenitrice percorre una orbita intorno al Sole in senso opposto a quello della Terra . La maggioranza delle Perseidi presenta un colore bianco o giallo, in una piccola percentuale sono rosse, verdi o blu. Le più luminose sono verdi. La caratteristica dello sciame è che le meteore cadono in gruppi intervallati, da assenza di attività per tempi “ lunghi”.



Facendo riferimento a un parametro chiamato “ tasso orario zenitale “ e indicato con ZHR si può dire che approssimativamente si osserveranno 20 meteore all’ora dalle 22 alle 23 e 45 -60 meteore all’ora, tra le tre e le quattro. La cometa Swift-Tuttle, responsabile proprio dello sciame di San Lorenzo fu scoperta nel 1862. L’uso del termine “sciame”, per definire il fenomeno è appropriato perché è proprio come se il nostro pianeta fosse in corsa e attraversasse uno sciame di moscerini, che nel nostro caso sono frammenti di roccia del peso di qualche grammo, che precipitando nella atmosfera a causa dell’attrito diventano visibili come scie luminose un attimo prima di consumarsi.

La stella cadente si sente col la radio

La tradizione associa il massimo dell’osservazione di stelle cadenti nella notte di San Lorenzo, ma nella realtà la massima intensità della pioggia di meteore è prevista nelle notti del 12 e del 13 . La tradizione vuole, che sia espresso un desiderio a ogni stella che si vede precipitare. Quest’anno le condizioni consentono un’agevole osservazione perché la Luna non interferisce. In realtà le stelle cadenti si possono anche sentir quando il cielo non è terso, bensì coperto dalle nuvole. La soluzione è rappresentata dalle frequenze della radio in FM. Quando la meteora attraversa l’atmosfera terrestre i gas componenti si ionizzano nella parte attraversata e i segnali radio rimbalzano, contro queste scie e quindi percorrono distanze maggiori di quelle che normalmente farebbero. Una stella possiamo “ sentire “ quando cade, se sintonizziamo l’autoradio o un qualsiasi radioricevitore su una stazione , che trasmette in modulazione di frequenza (FM) e che normalmente non riceviamo perché troppo distante. Per esempio da Milano si controlla la frequenza su web di una radio di Palermo che normalmente si sente solo come suoni fastidiosi, ma quando il segnale della radio rimbalza contro la meteora che attraversa l’atmosfera, è possibile sentire per qualche istante e in modo chiaro il canale radio. E’ l’unico modo per esprimere un desiderio alla faccia delle nuvole che lo impedirebbero impedendo la vista della meteora che cade dal cielo.


lunedì 15 aprile 2013

Stelle cadenti Liridi in arrivo

Fonte :  http://www.centrometeoitaliano.it/liridi-stelle-cadenti-visibili-italia-15-aprile-2013/

Meteore Liridi: da domani e fino a Venerdì 26 Aprile assisteremo ad una vera e propria pioggia di stelle cadenti provenienti dalla cometa Thatcher. Il momento clou per la visione di questo autentico spettacolo sarà tra il 19 e il 22 Aprile.

Manca davvero poco al passaggio delle Liridi, lo sciame di meteore che ogni anno passa vicino alla Terra. Il passaggio del nostro pianeta vicino alla coda luminosa della cometa Thatcher, scatenerà una vera e propria pioggia di meteore visibili nel cielo notturno già da domani. Questa “pioggia” – composta da 5 a 20 meteore osservabili ogni ora nel cielo notturno, con una media di circa 10 meteore l’ora – di tanto in tanto si intensifica, come è successo nel 1982 quando si contò un passaggio di circa 90 meteore l’ora. Per la visione di questo autentico spettacolo non serviranno particolari strumentazioni, ma semplicemente un binocolo o un telescopio. 



Stelle cadenti spettacolari

Riguardo alle condizioni meteorologiche, determinanti per la visione o meno dello spettacolo naturale, potremo stare tranquilli fino a Venerdì 19 Aprile. Un promontorio di alta pressione proveniente dal nord-africa terrà lontane le perturbazioni e le nubi da tutta la nostra Penisola. Da nord a sud quindi, sarà possibile godere di un cielo sereno o al più poco nuvoloso e lo sciame di meteore sarà visibile senza alcun problema. Si consigliano tuttavia postazioni lontane dai centri abitati, in quanto l’inquinamento luminoso originato dall’illuminazione pubblica, potrebbe rovinare in parte, se non del tutto, lo spettacolo. 

sabato 5 gennaio 2013

Sciame Quadrantidi - picco di meteore tra il 3 e il 4 Gennaio 2013


Fonte MeteoWeb : 
http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=6603723360979387536#editor/target=post;postID=1547206469814283377





La prima pioggia di meteore del 2013 è stata  quella delle Quadrantidi, uno sciame appartenente al mese di Gennaio. Non si tratta, tuttavia, di un evento paragonabile agli sciami più intensi. Quest’anno il maggior numero di Quadrantidi è atteso verso il primo pomeriggio del 3 Gennaio, quando purtroppo da noi sarà giorno. Se consideriamo che in genere la frequenza oraria degli eventi si mantiene sopra le 100 meteore per almeno una decina di ore, si vede che sfortunatamente quest’anno non avremo neppure l’occasione di osservare né la fase ascendente né quella discendente della curva di attività, ma solamente le zone meno dense della corrente meteorica, per giunta con meteore poco luminose. Gli scienziati sospettano che lo spettacolo delle Quadrantidi sia rappresentato dai detriti dell’asteroide 2003 EH1, la stessa fonte delle Geminidi di Dicembre. Potrebbe inoltre trattarsi di unacometa disgregata diverse centinaia di anni fa. Come per ogni sciame, anche quello delle Quadrantidi si verifica quando la Terra passa attraverso un flusso di detriti dalla cometa. I frammenti impattano nella nostra atmosfera a grande velocità, emettendo luce sino a 80 Km dalla superficie terrestre. Buona parte delle piogge di meteore prendono il nome dalle costellazioni da cui sembrano provenire, il punto del cielo cioè in cui si trova il radiante. Ma da quale costellazione prendono quindi il nome le Quadrantidi? Stranamente prendono il nome da una costellazione non più esistente, il Quadrante Murale. E’stata una costellazione utilizzata dai primi astronomi per misurare le posizioni del cielo. Se avete avuto la possibilità di osservare una fotografia dell’astronomo danese Tycho Brahe, probabilmente avrete osservato questa costellazione. Fu nominata nel 1795 dall’astronomo franceseJérôme Lalande, che aveva un quadrante sul suo muro di casa e che decise di immortalare dal cielo. La costellazione ormai abbandonata, consisteva in un gruppo di deboli stelle tra la parte superiore di Boote e il manico del Grande Carro. La cometa che ha creato questa pioggia di meteore, come detto, non è stata identificata con certezza, ma potrebbe essere stata una cometa osservata nel 1490 dagli astronomi cinesi, coreani e giapponesi. Data la posizione del radiante, soltanto gli osservatori dell’emisfero boreale potranno osservare lo spettacolo. Il picco massimo si verificherà nel corso di questa settimana.

Quadrantidi: le prime "stelle cadenti" del 2013 - First Meteor Shower of 2013 Peaks This Week


mercoledì 12 dicembre 2012

Pioggia di Geminidi nella notte tra il 12 e il 13 dicembre

Le Geminidi, uno tra i più regolari e intensi sciami di meteore, toccherà il picco tra il 12 e il 13 dicembre. Per queste ultime, le osservazioni saranno favorite dall'assenza della Luna.
Una geminide vista dal deserto Mojave, negli USA (Wally Pacholka, TWAN)



Sono in arrivo le Geminidi, uno sciame periodico di meteoriti che come ogni anno sta per incrociare l’orbita terrestre e che toccherà il suo picco il 12 e 13 dicembre 2012. Quest’anno, tra l’altro, l’assenza della Luna in quei giorni renderà più facile che mai avvistare anche le più deboli tra queste stelle cadenti. Per vederle, bisogna guardare verso la costellazione dei Gemelli: è proprio dai dintorni dalla stella Alpha di questa costellazione, infatti, che sembra provenire la pioggia di meteoriti. Le Geminidi tendono a muoversi più lentamente rispetto ad altre stelle cadenti, e per lo più hanno una luce giallastra.

È uno sciame particolare, quello delle Geminidi. Anziché da una cometa, come la maggior parte degli altri, sembra avere avuto origine da un asteroide, chiamato 3200 Phaeton, rimasto vittima di uno scontro oltre l’orbita di Marte e che ora si porta dietro una nuvola di detriti. Scoperte solo in tempi relativamente recenti (nel 1862), la loro intensità sembra andare in crescendo negli ultimi anni, con picchi di 120/160 meteore per ora in alcuni anni.

Per chi proprio non avesse modo di seguire l’evento dal vivo, come è ormai tradizione in questi casi il tutto sarà seguito sui principali social network e da siti specializzati come Meteor Watch,
 che pubblicheranno in tempo reale e sui principali social newtork immagini, informazioni e statistiche.

Fonte : http://www.media.inaf.it

domenica 21 ottobre 2012

In arrivo le orionidi 2012, le stelle cadenti di ottobre

Fonte : National Geografic 

Questo fine settimana la pioggia meteorica delle Orionidi raggiungerà il suo picco: dozzine di stelle cadenti saranno visibili a occhio nudo da quasi tutte le parti del mondo.


Una Orionide fotografata su Roanoke, in Virginia, il 23 ottobre 2011. Fotografia di Mike Kline, My Shot

Lo sciame meteorico delle orionidi, visibile dal 16 al 23 ottobre, raggiungerà il suo picco tra la notte di sabato 20 e domenica 21.

Questa pioggia meteorica autunnale è generata dai detriti della cometa di Halley, una delle più note e brillanti comete conosciute, che si avvicina nei pressi della Terra ogni 75-76 anni - l'ultima volta è stato nel 1986, la prossima sarà nel 2061 - e genera gas e polveri che, quando entrano in contatto con l'atmosfera terrestre, bruciano creando delle scie luminose: quelle che noi chiamiamo stelle cadenti. Questo fenomeno prende il nome di orionidi perché in base alla posizione in cielo sembra avere origine dalla stella più luminosa della costellazione di Orione, Betelgeuse,

Nel fine settimana "ci aspettiamo di osservare circa 25 meteore all'ora durante il picco", ha detto Bill Cooke, responsabile del Meteoroid Environment Office della Nasa. "Le condizioni saranno ideali, la Luna non disturberà lo spettacolo", continua. Infatti, essendo quasi al primo quarto (lo diventerà completamente il 22 ottobre) non impedirà la visione del fenomeno con la sua luce riflessa.

"Lo sciame delle orionidi non è il più luminoso, ma è uno dei più belli dell'anno", continua Cooke. A fare da sfondo allo spettacolo, ci saranno le costellazioni del Toro, dei Gemelli e di Orione, oltre a Venere e Giove che con Sirio formeranno un triangolo luminoso a est, che sarà attraversato dai frammenti incandescenti della coda della cometa di Halley.

Le stelle cadenti saranno osservabili anche a occhio nudo: nuvole permettendo, basterà alzare gli occhi al cielo intorno alla mezzanotte fra sabato e domenica e guardare in direzione di Orione che, trovandosi in prossimità dell'emisfero celeste, è visibile da quasi tutte le parti della Terra. "Preparatevi alla velocità delle orionidi, che attraversano l'atmosfera a circa 66 chilometri al secondo", si raccomanda Cooke. "Solo le leonidi di novembre cadono a una velocità maggiore".
                                                                                            Viviana Monastero




sabato 11 agosto 2012

Sciame Meteorico delle Perseidi 2012

Quest'anno il massimo vero e proprio di attivita' dello sciame e' atteso nelle ore diurne del 12 agosto, quando ovviamente da noi non e' possibile effettuare osservazioni, se non nel dominio radio. 

Dato che l'attivita' delle Perseidi e' comunque piuttosto intensa anche nelle notti precedenti e seguenti, sara' il caso di osservarle percio' soprattutto nelle ore centrali delle notti tra l'11 e il 12 e tra il 12 e 13 agosto. 



Un fattore positivo sara' l'assenza del disturbo lunare. La Luna sara' infatti poco oltre la fase di ultimo quarto e il suo chiarore diventera' tangibile solamente nelle ore che precedono l'alba. 
Radiante Perseidi 






La notte dell'11/12 la Luna disturbera' praticamente dalle 03h30m in poi e la notte del 12/13 solamente dalle 04h in poi.


Le Perseidi possono essere osservate dal termine del crepuscolo serale, quando il radiante, cioe' la zona tra le costellazioni del Perseo e di Cassiopeia da cui le scie luminose sembrano irradiarsi, sara' sorto di pochi gradi sopra l'orizzonte, fino alle prime luci
dell'alba allorche' il radiante sara' alto in cielo oltre i 65 gradi. 


Se il radiante fosse sempre sopra le nostre teste e il cielo fosse completamente buio, in prossimita' della massima attività potremmo attenderci di vedere all'incirca 1-2 Perseidi al minuto, ma purtroppo questo numero risultera' minore quanto piu' basso si trovera' il radiante rispetto all'orizzonte e risultera' anche decurtato per il chiarore del fondo cielo, che influira' negativamente sull'osservazione, tagliando dalla vista la maggior parte delle meteore di debole luminosita'.

Tratto da: http://meteore.uai.it/ago2012.htm

lunedì 6 agosto 2012

Sciami Meteorici del mese di agosto - Picco delle Perseidi



Dal sito dell' Unione Astrofili Italiani


Fonte : http://divulgazione.uai.it/

Quest’anno in agosto saranno favorevoli per osservare meteore grosso modo le notti centrali del mese, poiché prive del disturbo lunare. Sarà soprattutto un anno abbastanza favorevole per studiare le Perseidi, dato che sarà Luna Nuova il 17 agosto, ossia pochi giorni dopo la loro maggior frequenza. 



Spettacolare bolide sporadico ripreso il 9 agosto 2011 alle 21h37m UT tra le costellazioni del Cefeo e Pegaso -- © S.Crivello (Genova)

Agosto è ad ogni modo un mese ricco anche di altri sciami, per lo più concentrati lungo l’eclittica, tra le costellazioni dell’Aquila e dell’Aquario. Queste correnti non mostrano gran quantità di stelle cadenti, né massimi particolarmente accentuati, essendo formate da corpuscoli assai minuti che impattano con la nostra atmosfera con bassa velocità e che si sono dispersi ormai quasi completamente sotto l’influsso delle perturbazioni dei pianeti. Mostrano comunque frequenze assai regolari. 
Non di rado per lo più dalle stesse regioni eclitticali possono anche capitare spettacolari bolidi brillanti, dovuti a meteoroidi più consistenti e compatti vaganti nelle stesse zone di spazio.

Purtroppo all’inizio del mese l’osservazione delle ben conosciute Alfa Capricornidi risulterà penalizzata dal disturbo della Luna. Ad ogni modo, specie nella prima quindicina del mese, non è escluso che di questo sciame si possa vedere qualche membro particolarmente brillante, facilmente riconoscibile per la lenta velocità angolare e per la caratteristica esplosione finale colorata.
Sempre nella prima decade del mese, i radianti della componente settentrionale delle Delta Aquaridi (8/9 agosto) e delle Aquilidi (10/11 agosto) saranno sicuramente quelli da cui sarà più facile rilevare una certa attività, specie nella prima parte della notte, quando la Luna sarà assente.
Per le Perseidi quest’anno si prevede una normale apparizione con valori che non dovrebbero superare durante il massimo di attività le 100 meteore/hr. Occorre ricordare che il numero di 100 meteore/hr è un valore quasi teorico, che in realtà risulta sempre ben minore. Bisogna infatti tenere presente che il radiante (cioè il punto da cui sembrano provenire le meteore) non è allo zenit, anzi, nelle prime ore della notte è molto basso sull’orizzonte, e che inoltre nei luoghi da cui si osserva in genere non si raggiunge la magnitudine limite di +6,5, valore che si riferisce a cieli praticamente ottimali, trasparenti e molto oscuri. In presenza di foschia o di inquinamento luminoso poi il numero delle meteore effettivamente osservabili diventa del tutto esiguo e limitato solamente a quelle più luminose. Normalmente se si attendono le ore centrali della notte, ossia quando il radiante nella costellazione del Perseo (vicino alla stella Eta PER) è più alto in cielo, e si osserva da luoghi lontani da sorgenti luminose e con un cielo a sufficienza limpido, si dovrebbero poter contare alcune decine di meteore.
Il massimo vero e proprio di attività dello sciame è previsto quest’anno nelle ore diurne del 12 agosto, quando ovviamente da noi non è possibile effettuare osservazioni, se non nel dominio radio.
Dato che l’attività dello sciame è comunque piuttosto intensa anche nelle notti precedenti e seguenti, sarà il caso di osservare perciò soprattutto nelle ore centrali delle notti tra l’11 e il 12 e tra il 12 e 13 agosto. Un fattore positivo sarà l’assenza del disturbo lunare. La Luna sarà infatti poco oltre la fase di ultimo quarto e il suo chiarore diventerà tangibile solamente nelle ore che precedono l’alba.

In generale gli osservatori visuali dovranno tener presente che la classificazione a vista tenderà ad associare buona parte delle meteore come membri delle correnti più conosciute. Per questo motivo sarà il caso ad esempio di disegnare su mappe stellari a grande campo tutte le meteore che non siano Perseidi.
L’ultima decina di agosto ci riserverà ancora una buona chance per osservare per l’intera notte l’attività del radiante delle Kappa Cignidi (18/19 agosto): un radiante diffuso (oltre 15°), molto complesso con molti centri sparsi tra il Cigno e il Dragone, che spesso produce meteore particolarmente luminose.

giovedì 19 luglio 2012

Sciami Meteorici del mese di luglio

Fonte  : http://divulgazione.uai.it/

Con il mese di luglio ha inizio il clima estivo vero e proprio, cosa che può sicuramente invogliare a intraprendere qualche osservazione notturna. Luglio rappresenta una buona occasione anche per chi vuole cominciare sistematicamente con le meteore, dato che aumenta il numero degli sciami e delle stelle cadenti stesse, e che in buone condizioni di trasparenza e oscurità le frequenze diventano facilmente superiori alle 20 meteore/hr.

Quest’anno ci sarà il plenilunio il 3 luglio, pertanto nei giorni vicini a questa data il numero delle meteore visibili risulterà ridotto quasi d’una decina di volte. Viceversa dopo la metà del mese si avranno delle ottime occasioni per osservare con soddisfazione.

Le regioni di cielo che si mostrano più attive sono quelle del Sagittario, dell’Aquila, del Capricorno e dell’Aquario. Qui i radianti presenti sono parecchio diffusi e vicini tra loro. Le osservazioni fotografiche o ancor meglio quelle video sono le più opportune, poiché visualmente risulta difficile discernere se si tratti di questo e quel sciame, specie se le scie luminose sono lontane dal radiante. Gli osservatori visuali dovranno in tal caso disegnare su carte stellari le scie luminose viste e annotare la loro velocità apparente per poter poi stabilire l’associazione più probabile a un radiante.

Spesso queste zone producono anche meteore molto brillanti, se non bolidi, probabilmente legate a residui di origine asteroidale frammisti alle correnti stesse. Non di rado le beta Capricornidi (11/12 luglio) o le alfa Capricornidi (a fine mese) offrono inusuali meteore lente e brillanti, che nella maggior parte dei casi si frammentano con una spettacolare esplosione finale.
Quest’anno saranno favorevoli pure l’osservazione delle Aquilidi (soprattutto verso il 16/18 luglio) da un radiante tra lo Scudo e il confine orientale dell’Aquila, e quella della componente meridionale delle delta Aquaridi a fine mese.

Un’altra regione di cielo interessante è quella che comprende le costellazioni tra Dragone, Aquila e Cigno, dove sono stati segnalati dei radianti diffusi, di cui non sempre è risultata chiara l’attività. E’ il caso delle correnti delle gamma e delle omicron Dracondi rispettivamente nella prima e nella seconda metà del mese, che non è chiaro se siano due correnti meteoriche in qualche modo legate fisicamente, oppure della vecchia pioggia delle alfa Cignidi (19/20 luglio), conosciuta già alla fine del IX° secolo, che si è sempre mostrata blandamente attiva, ma in modo irregolare e imprevedibile.

In http://meteore.uai.it/lug2012.htm maggiori dettagli sulle meteore di luglio.
In http://meteore.uai.it informazioni su bolidi e meteore osservati e per segnalare avvistamenti.
In http://meteore.uai.it/tecniche_osservative.htm informazioni per collaborare e osservare con la sezione di ricerca UAI.

domenica 17 giugno 2012

Sciami Meteorici del mese di giugno

In giugno si hanno meno ore di oscurità al di fuori dei crepuscoli astronomici, per cui c’è poco tempo da dedicare all’osservazione. Per di più il numero delle stelle cadenti è tra i più bassi dell’anno. Non ci sono sciami considerevoli, ma solamente correnti minori, a volte poco attive.


Molti di questi radianti sono posizionati sul piano eclitticale, in un raggruppamento diffuso che, specie dalle costellazioni dello Scorpione e Sagittario, si mostra con meteore (4-5 meteore/hr) lente e per lo più di debole luminosità, inframmezzate da occasionali meteore brillanti.


Si tratta di una corrente ormai dissolta, in passato identificata come il sistema delle Scorpidi-Sagittaridi, probabilmente derivato da vecchi residui della cometa 1770 Lexell.
Dato che la seconda parte del mese sarà più favorevole alla osservazione per l’assenza del disturbo lunare, si potrà seguire soprattutto la maggiore attività delle theta Ofiuchidi (16/6), delle lambda (19/6) e delle rho Sagittaridi (28/6).

Verso la metà del mese (16/6) si sarà una buona chance per studiare le meteore che sembrano provenire dalle regioni del Dragone e della Lira. Qui sono presenti due radianti distanti una ventina di gradi, che negli anni hanno mostrato degli improvvisi e brevi exploit di meteore e che sono creduti da molti in qualche modo collegati tra loro: quello delle Liridi, originato dalla cometa Mellish, e quello delle xi Draconidi.

Sempre verso la metà del mese tra l’Aquila e l’Ofiuco è attivo il radiante diffuso delle Aquilidi, che alterna periodi di blanda attività (3-4 meteore/hr) a momenti di frequenza più sostenuta. E’ uno sciame poco conosciuto che, specie ora con l’avvento delle tecniche video, può essere un valido motivo di studio.

A fine mese (27/6) sarà d’obbligo controllare l’attività irregolare delle Bootidi, che nel 1998 dopo decenni di inattività hanno mostrato una inattesa ed eccitante apparizione (oltre 100 meteore/hr), causata dal passaggio della Terra in una nube di residui della cometa Pons-Winnecke.


Fonte :   UAI - Sezione Divulgazione : http://divulgazione.uai.it/index.php/Cielo_di_Giugno_2012#METEORE



venerdì 4 maggio 2012

Sciame Meteorico delle Eta Aquaridi , picco nella notte tra il 5 e il 6 maggio


Nei prossimi giorni, nella notte tra i 5 e il 6 maggio, se il meteo sara potremo assistere allo sciame meteorico delle Eta Acquaridi
Le Eta Aquaridi sono uno Sciame meteorico che si ritiene originato dalla Cometa di Halley. E' visibile da metà aprile a fine maggio, con un picco di attività generalmente intorno al 6 maggio. Le meteore lo sciame delle Eta Aquaridi sono molto veloci e sono caratterizzate da lunghe scie.

Il nome prende origine dalla posizione del suo Radiante (il punto dal quale apparentemente sembrano originarsi le meteore dello sciame), nei pressi della omonima stella η Aquarii della costellazione del'acquario.

Radiante Eta Aquaridi

Nel 1863 H. A. Newton, esaminando le date degli sciami registrate nel passato, ipotizzò l'esistenza di questo sciame. Fu però scoperto ufficialmente nel 1870 da G. L. Tupman, mentre navigava nel Mar Mediterraneo. L'evoluzione di questo sciame fu poi analizzata nel 1983 da B. A. McIntosh, che indicò la cometa di Halley come sua generatrice.

Il momento migliore per osservare è durante le prime ore dell'alba di Domenica, 6 maggio. La frequenza varia da 40 a 70 meteore all'ora ma Il chiarore della Luna consentira' di osservare max 30 meteore all'ora. 

Nelle notti passate, la rete di monitoraggio della Nasa all-sky ha già intercettato una serie di palle di fuoco, primi frammenti delle Eta Aquaridi.













sabato 21 aprile 2012

Sciame Meteorico delle Liridi tra il 21 e il 22 Aprile 2012 con Esperimento Nasa per foto 3D

La Terra si sta avvicinando ai detriti dell’antica cometa Thatcher, causa dello sciame meteorico annuale delle Liridi.


Si prevede perciò un picco di “stelle cadenti” tra il 21 e il 22 aprile; la Luna nuova permetterà di osservare il fenomeno sotto un cielo buio, condizione ottimale per la visione dello sciame (escludendo l’inquinamento luminoso delle città, naturalmente).
Il numero di meteore dovrebbe aggirarsi attorno alle 10-20 per ora, ma filamenti di polvere non mappati nella coda della cometa potrebbero innalzare questo valore fino a 10 volte.

Dove osservarle
Le Liridi prendono il nome dalla costellazione della Lira, dove è posizionato il loro radiante, ovvero la zona di cielo da cui sembrano provenire. Individuare la Lira non è difficile, la sua stella più luminosa, Vega, in Aprile sorge ad Est poco prima delle 24. È l’astro più brillante di quella porzione di cielo risulta quindi inconfondibile, il radiante si trova poco lontano dalla stella Vega. In ogni caso questo è solo il punto di origine delle Liridi che da qui si irradiano verso tutto il cielo, il consiglio è quindi quello di non concentrarsi esclusivamente verso la zona del radiante ma rivolgere lo sguardo verso Nord-Est.

Radiante dello sciame meteorico delle Liridi


Foto Nasa 3D dalla stazione ISS
La notizia interessante riguarda un esperimento NASA che verrà eseguito per la prima volta: gli astronomi e gli astronauti uniranno gli sforzi per un esperimento insolito di astrofotografia durante il picco della pioggia meteorica delle Liridi previsto per il 21 aprile. In pratica si cercherà di fotografare alcune di queste 'stelle cadenti' simultaneamente da stazioni di terra, da un pallone di ricerca nella stratosfera, e dalla stazione spaziale ISS. 

Mentre la Stazione Spaziale passerà sopra il Nord America più volte la notte del 21 aprile con a bordo l' ingegnere di Volo Don Pettit pronto a scattare con una propria fotrocamera, una rete di telecamere AllSky gestite da astrofili e dagli astronomi NASA registrerà la pioggia di meteore. Inoltre, Dalla cittadina di Bishop, California, un gruppo di studenti liceali e delle scuole medie lanceranno un palloncino di elio nella stratosfera con a bordo una fotocamera e una videocamera fino a 40km sopra la superficie terrestre.

Se l'esperimento andrà a buon fine, saranno prodotte immagini 3D di alcune Liridi.

Di seguito il link al sito NASA e un filmato in lingua originale che illustra il progetto.


http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2012/18apr_lyrids/







martedì 3 aprile 2012

Le Meteore di Aprile (dal sito dell' UAI - Apprendista Astrofilo)


Da : http://divulgazione.uai.it/index.php/Cielo_di_Aprile_2012#METEORE

In aprile normalmente si sono sempre osservate poche meteore, forse perché in questo periodo ci sono per le più soltanto correnti secondarie, poco monitorate a causa delle condizioni meteo spesso instabili e ancora poco invoglianti per chi osserva visualmente.Il sistema complesso delle Virginidi continua ad offrire il contributo maggiore all’ammontare delle meteore. Si tratta di numerosi filamenti di pulviscolo cometario, mescolati a isolati resti più grossi di origine asteroidale, che si attivano durante tutto l’arco del mese nelle regioni dell’eclittica tra le costellazioni della Vergine e della Libra.Sono meteore di debole luminosità che bene si adattano all’osservazione visuale, specie se accompagnata da un disegno accurato delle tracce su mappe stellari.Dopo la prima metà del mese, che sarà disturbata dal chiarore lunare, avremo una buona opportunità per monitorare, specie nella seconda parte della notte, l’attività di alcuni radianti minori, come le gamma VIR (12/13 aprile)e le sigma VIR (16/17 aprile), e dei radianti sicuramente più interessanti delle Ursidi d’aprile e delle più conosciute Liridi.Le Ursidi, che si irradiano da un’area vicina alla stella beta UMA, continuano ad essere osservate da due secoli, pur con basse frequenze.Le Liridi, originate dalla cometa Thatcher, sono famose per alternare blande e deludenti apparizioni (10-30 Liridi/hr) a brevi e intensi outburst, relazionati al ciclo orbitale dodecennale di Giove. Si pensi che nel 1982 nel continente americano osservarono per circa un’ora 3-5 Liridi al minuto. L’apparizione di quest’anno sarà particolarmente favorevole, dato che il maggior numero di Liridi è atteso proprio nelle ore notturne del 21/22 aprile e che il disturbo lunare sarà del tutto assente. Con queste circostanze favorevoli sarà opportuno monitorare, magari fotograficamente, anche l’attività delle notti precedenti, in genere più ricche di meteore luminose.Riguardo alla frequenza dei bolidi in aprile da anni sussiste una disputa se questi siano o no in numero maggiore. In effetti nel periodo primaverile le costellazioni eclitticali, da cui più spesso si originano le meteore più brillanti associate a residui asteroidali, si mostrano alle nostre latitudini alle maggiori altezze sull’orizzonte e pertanto in teoria per questo motivo potrebbero esserci più bolidi. Fatto sta che non è raro in aprile osservare bolidi. E in certi casi proprio questi bolidi hanno generato addirittura delle cadute di meteoriti, come ad esempio a Pribram il 7 aprile 1959, a Glanerburg in Olanda il 7 aprile 1990 e a Neuschwanstein in Germania il 6 aprile 2002.



In http://meteore.uai.it/apr2012.htm maggiori dettagli sulle meteore di aprile.
In http://meteore.uai.it informazioni su bolidi e meteore osservati e per segnalare avvistamenti.

In http://meteore.uai.it/tecniche_osservative.htm informazioni per collaborare e osservare con la sezione di ricerca UAI.

Chi vorrà contribuire con la Sezione Meteore della UAI con osservazioni visuali utili e in qualche modo confrontabili scientificamente dovrà compiere osservazioni individuali e non di gruppo, lontano dai centri abitati e da qualsiasi fonte luminosa, e consultare per maggiori informazioni il suo sito internet al link http://meteore.uai.it





Fonte : UAI http://divulgazione.uai.it/index.php/Cielo_di_Aprile_2012#METEORE

sabato 31 dicembre 2011

Le meteore di Gennaio - Le Quadrantidi



Le Quadrantidi sono lo sciame meteorico piu' importante visibile nel mese di Gennaio.
Le meteore s'irradiano da un'area vicina alla costellazione di Boote; il loro nome deriva da quello del Quadrante Murale, l'obsoleta costellazione che  oggi fa parte di Boote.Nel 1695 nella zona di cielo da cui sembrano provenire le Quadrantidi un astronomo francese, Joseph-Jérôme de Lalande, aveva inventato una costellazione il “quadrante”, costellazione oggi scomparsa ma il cui ricordo viene mantenuto vivo da queste meteore.

Il corpo progenitore delle Quadrantidi è stato recentemente identificato in modo provvisorio come l'asteroide 196256 (2003 EH1), che a sua volta potrebbe essere la cometa C/1490 Y1, osservata dagli astronomi cinesi, giapponesi e coreani 500 anni fa.

Questo sciame è attivo da fine Dicembre al 10 Gennaio. La notte migliore per osservarle sarà quella a cavallo tra il 3 ed il 4 Gennaio, la massima attività è prevista nelle ore precedenti l’alba del 4 Gennaio.Il radiante sorge dopo la mezzanotte locale.

Le Quadrantidi sono meteore non eccezionalmente luminose, è quindi necessario cercare un cielo il più possibile buio e rivolgere lo sguardo verso Nord-Est.


Radiante delle Quadrantidi

Tutte le stelle cadenti sono formate da minuscole particelle che impattano contro la nostra atmosfera ad altissima velocità (148.000 km/h nel caso delle Quadrantidi). Quando questi frammenti sono più grandi nel cielo osserviamo un “bolide”: una meteora particolarmente luminosa (può raggiungere o superare la luminosità della Luna Piena). Vedere un bolide è un’esperienza che lascia senza parole, e le Geminidi sono generalmente “generose”.

Quest'anno le Quadrantidi potranno contare su un cielo non disturbato dalla luce Lunare. Grazie a questa favorevole circostanza e alla loro forte attività , il massimo previsto è di circa 120 meteore/ora.

martedì 13 dicembre 2011

Meteore di dicembre - Picco delle Geminidi previsto dal 13 al 14 - Il Mistero della loro origine

Questo mese è tra i piu' favoriti per le osservazioni di stelle cadenti grazie al maggior numero di ore di oscurità anche se sarà parzialmente disturbato dalla presenza della Luna piena.

Ad inizio mese sono attivi alcuni interessanti sciami minori, per lo più nei dintorni delle costellazioni del Toro e di Orione. Le lentissime alfa Arietidi, legate alla cometa 1894 Denning, rivelatesi, soprattutto grazie alle osservazioni video, inaspettatamente attive. Le Chi Orionidi, una corrente eclitticale molto diffusa che pare continuare l’attività delle Tauridi di novembre. Come queste ultime sono formate in gran parte da particelle cometarie, ma anche da piccoli residui asteroidali, per cui può capitare che mostrino anche dei bolidi spettacolari. Le Monocerontidi, originate dalla cometa 1917 I Mellish, uno sciame di deboli meteore che sembrano provenire da un’area-radiante molto diffusa, probabilmente sdoppiata.

Nelle notti che precedono Natale saranno visibili anche le Ursidi, formate dai detriti della cometa Tuttle. Il picco di attività si avrà nella notte del 22 Dicembre, in un cielo questa volta non disturbato dalla Luna! Sono previste circa 20 meteore per ora e sembreranno provenire dalla costellazione dell’Orsa Minore, quindi osservabili guardando a Nord.
Per dettagli di altri sciami minori del periodo si rimanda al sito della sezione Meteore dello UAI : http://meteore.uai.it/dic2011.htm 
In assoluto lo sciame che la farà da padrone per intensità e frequenza è quello delle Geminidi il cui picco è atteso quest' anno nella notte tra il 13 ed il 14 dicembre, quando la Luna sarà presente da poco prima della mezzanotte in poi.  
Un bolide prodotto dallo sciame meteorico delle Geminidi. (AstroPics.com/TWAN)
Le Geminidi generalmente producono frequenze orarie abbastanza sostenute, e nei tre giorni intorno al massimo è possibile osservarne in un’ora più di una ventina.
Esse hanno un colore tendente al bianco e si muovono ad una velocità di cica 36 km/s. Durante il massimo in questi ultimi decenni sono sempre state in numero superiore al centinaio. Mostrano un gran numero di meteore luminose. Le vedremo anche crescere mediamente in luminosità con il passare dei giorni.
Un bolide ripreso da una postazione automatica durante le Geminidi del 2009
La costellazioni dei Gemelli la vedremo sorgere ad EST nella sera del 13 ed alzarsi nel cielo nel corso della notte.
  
Radiante Geminidi nella costellazione dei Gemelli

Il Mistero di "3200 Phaeton".

Molte delle piogge meteoriche provengono dalle comete, che lasciano notevoli quantità di meteoroidi che danno vita alle notti delle stelle cadenti. Le Geminidi sono diverse. Il corpo che le origina non è una cometa ma un oggetto roccioso chiamato 3200 Phaeton (1983 TB), che lascia talmente pochi detriti che quasi non basta a spiegare le Geminidi. Si tratta di un corpo di 5 chilometri di diametro, con orbita molto ellittica che porta ad un afelio di 400 milioni di chilometri e ad un perielio di 20 milioni di chilometri. Quindi, afelio tra Marte e Giove e perielio più vicino al Sole rispetto a Mercurio, con una eccentricità di 0,89 del tutto simile a quella delle comete.
3200 Phaeton è stato scoperto nel 1983 dal satellite IRAS della NASA ed è stato prontamente classificato come asteroide. Cosa altro potrebbe essere? Non ha una coda, la sua orbita interseca la Fascia Principale degli Asteroidi ed il suo colore somiglia a quello di tantissimi altri asteroidi. Infatti, 3200 Phaeton somiglia all'asteroide Pallas della fascia principale.
I ricercatori hanno studiato con molta attenzione l'orbita delle Geminidi, concludendo che si tratta di particelle espulse dal corpo mentre 3200 Phaeton era molto vicino al Sole, e non quando si trovava nella fascia degli asteroidi in rottura con Pallas. L'orbita eccentrica di 3200 Phaeton lo porta all'interno dell'orbita di Mercurio ogni 1,4 anni. Il corpo roccioso riceve quindi una regolare radiazione solare che potrebbe far bollire i getti di polvere nel flusso delle Geminidi.
D'altro lato, invece, la composizione di 3200 Phaeton sembra rispecchiare quella di Pallade mentre le particelle prodotte durante l'avvicinamento al Sole non producono più dello 0,01% delle meteoriti che ci raggiungono!  
Per testare l'ipotesi dell'avvicinamento al Sole, i ricercatori hanno utilizzato la coppia di satelliti STEREO della NASA, disegnata per studiare l'attività solare. I coronografi a bordo di STEREO possono rintracciare asteroidi e comete ed a giugno 2009 hanno scovato 3200 Phaeton a soli 15 diametri solari di distanza dalla superficie del Sole.
Quel che è successo ha sorpreso gli scienziati che hanno analizzato i dati. 3200 Phaeton ha aumentato la propria brillantezza di un fattore 2 e la spiegazione più plausibile è che esso abbia espulso getti di detriti, forse in risposta ad una ripartizione delle rocce superficiali ed alla loro reazione al riscaldamento solare molto intenso.
Si tratta di una ipotesi forte che prevede una cometa rocciosa, ma si apre un'altra questione, già accennata: l'ammontare di detriti espulsi durante l'incontro con il Sole del 2009 ha aggiunto soltanto lo 0,01% alla massa del flusso delle Geminidi, quasi insufficiente a mantenere il flusso nel tempo. Forse la cometa rocciosa era un tempo più attiva? .. rimane un mistero da approfondire.

                                                                                    Fonti :  - UAI-Commissione Divulgazione
                                                                                                  - SkyLive

domenica 30 ottobre 2011

Meteore osservabili tra ottobre e novembre

Il mese di ottobre è stato abbastanza ricco di meteore iniziando con lo sciame delle Draconidi nella prima metà del mese con il picco massimo nella sera del 8 ottobre. Come tutti gli sciami anche questo prende il nome dalla costellazione in cui è presente il radiante (punto del cielo da cui sembrano provenire le meteore di uno sciame), la costellazione del Drago. Questo sciame, originato dai residui della cometa Giacobini-Zinner in quest'anno ha mostrato un picco abbastanza alto che è arrivato fino a 350 meteore all'  ora.
                                                                                              

  
Radiante
  
Radiante Draconidi




Già dalla seconda metà del mese sono apparse le Orionidi, altro sciame importante di meteore di questo mese originato dalal cometa di Halley. Questo sciame ha avuto il suo picco tra il 21 ed il 23 ottobre ma è ancora attivo e le stelle cadenti di questo sciame saranno ancora visibili fino al 7 novembre.  Il radiante, è osservabile dalla mezzanotte circa, guardando verso Sud-Est in direzione della costellazione di Orione.

 
Radiante Orionidi

Altri sciami minori di fine ottobre sono le Delta Aurigidi (costellazione Auriga), le Epsilon Geminidi (costellazione dei Gemelli) e le Leonidi Minoridi (costellazione del Leone).

Passando al mese di novembre, ormai alle porte, lo sciame atteso più importante è quello delle Leonidi (visibile a Est), dall' omonima costellazione del Leone, originate dalla cometa Tempel Tuttle. Il radiante delle Leonidi sarà osservabile dal 5 al 30 novembre dalle 23,00 fino all'alba, allorché sarà alla maggiore altezza a oltre 65° sull'orizzonte. Eccezionalmente attive in questi ultimi anni, in relazione al transito al perielio della cometa. La notte di maggiore attività sarà quella del 18/19 novembre anche se le condizioni saranno sfavorevoli a causa della Luna alta sull' orizzonte che disturberà con la sua luminosità.  

Costellazione del Leone


Un ulteriore sciame significativo del mese di novembre è quello delle Tauridi (costellazione Toro), originate dalla cometa Encke e da detriti asteroidali. Visibile in direzione Est, esso si divide in due sciami : le Tauridi Sud che hanno la maggiore attività nella notte tra il 3 e il 4 novembre e le Tauridi Nord particolarmente attive dal 5 al 20 di novembre con il picco maggiore nella notte del 12/13 novembre.

Altri sciami  minori di novembre sono le Alfa Monocerontidi. le Andromedidi e le Bielidi, queste ultime originate dalla cometa Biela. 




Informazioni tratte dal sito dell' Unione Astrofili Italiani (UAI)